Come Valutare la Bonta’ di un Contratto di Lavoro negli USA: Consigli Pratici ed Esempi

Posted on 09 August 2011 by Vincenzo

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Il mondo del lavoro USA e’ molto diverso dall’Italia sotto molteplici aspetti.

Le clausole e le condizioni del contratto di lavoro non fanno eccezione e possono creare notevole confusione qualora ci si trovi di fronte alla prima offerta oltreoceano.

Ecco quindi un post che potrete utilizzare come benchmark per valutare la bonta’ e la convenienza dei vostri primi accordi, ricordando pero’ che qua ci riferiamo a un contratto da lavoro dipendente, a tempo pieno, relativo a un impiego aziendale nel settore privato.

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Negli USA il contratto di lavoro va ben oltre alla mera offerta economica, quando sarete sul punto di decidere sara’ bene prendere in seria considerazione altre variabili, detti benefit: questi sono composti da varie assicurazioni (sanitaria, vista, dentistica, vita); ferie, giorni di malattia e personali; fondo pensione privato o 401K. Andiamo quindi con ordine:

1) Salario annuale

Questo dipende dai settori in cui si lavora e dal titolo di studio (con master e MBA si guadagna di piu’ da subito). Un avvocato, un medico, lavoratori altamente specializzati e nella campo della ricerca potranno raggiungere cifre decisamente alte (parliamo di $60.000/80.000 all’anno da subito). In generale, per un lavoro in azienda pero’ questi sono i salari a cui potrete aspirare: entry level ($28.000/40.000 all’anno), 3+ anni di esperienza ($45.000/55.000), manager ($60.000+) e via dicendo. Di solito c’e’ una perfomance review ogni anno o sei mesi e un aumento dello stipendio che varia da situazione a situazione. Inoltre aziende piu’ grandi pagano di solito meglio, anche se con la crisi non si puo’ mai sapere.

2) Assicurazioni mediche (che possono coprire anche tutta la famiglia)

Queste sono assolutamente fondamentali negli USA: il vostro datore la deve offrire, altrimenti tocchera’ a voi pagarla per intero. La situazione migliore e’ quando il datore di lavoro offre assicurazione medica, vista, dentistica e vita e le paga al 100%: casi molto rari, soprattutto in grosse aziende e per posizioni manageriali. Nella maggior parte dei casi dovrete contribuire, una cifra tra i $80/110 al mese per il singolo e’ onesta. Il prezzo sale se includete mogli e figli (e puo’ salire di molto!!), inoltre alcuni hanno dentistica e vita facoltativa e indipendenti dalla medica generale: li la decisione sta a voi. Inoltre quando andrete dal medico e anche per le medicine con ricetta dovrete pagare comunque una “modesta” cifra: ad esempio $20 per visita generalista e’ onesto, 40$ per specialistica e’ un po’ alto, $25 per medicinali con ricetta e’ onesto. Da leggere attentamente i dettagli sul libretto informativo della polizza!

3) Ferie, giorni di malattia e di permesso

Qua preparatevi a una drastica riduzione rispetto all’Italia, anche se di solito i giorni di ferie aumentano in relazione agli anni che trascorrete in azienda. Inoltre, generalemente, non potrete utilizzare ferie per i primi 6 mesi. 10/15 giorni di ferie all’anno sono la media, se ne avete di piu’ all’inizio siete tra i fortunati. In relazione ai giorni di malattia, 6-10 all’anno sono la media e di permesso di solito ne avrete 1-3. Le feste nazionali sono poi pochissime, ma alcune aziende hanno orari diversi in estate (permettendo di lavorare mezza giornata o fino alle 2-3 pm il venerdi ad esempio).

4) Fondo pensione o 401K

In USA, per andare in pensione con tranquillita’, e’ indispensabile provvedere privatamente, con investimenti privati o con fondi di investimento aziendali (o entrambi se potete). Generalmente le aziende offrono il cosi’ detto 401K, che non e’ altro che un fondo di investimento gestito da una grossa societa’ (JP Morgan, Merrill Lynch ..) che vi permette di investire una percentuale del vostro salario mensile (dal 1 al 20% in genere) sul mercato azionario e obbligazionario (in base al profilo di rischio che preferite). La cosa positiva, e che dovrete assolutamente controllare, e’ che l’azienda contribuisca ai vostri versamente con altrettanti o meta’ dei soldi: in genere infatti l’azienda contribuira’ al vostro versamento aggiungendo il 100% o il 50% dei soldi che avrete gia’ versato voi (ottenendo cosi’ un doppio versamento, vostro e dell’azienda, per aiutarvi a risparmiare piu’ soldi) fino a una certa percentuale sul vostro salario (ad esempio fino al 10%; se voi scegliete di versare il 20 del salario mensile, il restante 10% non verra’ versato anche dall’azienda). In pratica e’ come un aumento di stipendio, di cui pero’ vedrete i frutti alla pensione, da sfruttare assolutamente se potete e dopo che i mercati si saranno ripresi!

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Questi benefit non rispecchiano la completa totalita’ delle possibilita’ a vostra disposizione, infatti variano moltissimo da azienda ad azienda e da stato a stato. Tuttavia quelli qui trattati rappresentano le opzioni fondamentali e assolutamente imprescindibili.

Spero che questo articolo possa aiutarvi a capire meglio se il contratto che avrete di fronte e’ appropriato, perche’ so benissimo quanto il tutto possa essere davvero difficile da assimilare, soprattutto all’inizio.

Voi che esperienza avete? Condividetele con la community!

A presto,

Vincenzo

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2 Comments For This Post

  1. Matteo Says:

    Ciao,
    Scusa la domanda banale, ma le cifre degli stipendi che di solito si vedono anche negli annunci economici sono da intendersi lorde o nette? E nel caso siano lorde, come si fa a calcolare con approssimazione ragionevole il relativo netto?
    Grazie!

  2. Vincenzo Says:

    le cifre, come in Italia poi, sono tutte lorde..devi toglierci le tasse, l’assicurazione medica (alcuni lavori la offrono gratuita, ma molti chiedono una partecipazione)..quindi direi che puoi togliere almeno un 30-35% ecco..dipende anche dallo stato in cui vivi e da che regime fiscale ha. I bonus poi sono tassati, almeno qua in PA, al 40% più’ o meno..

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